di Gennaro Gambardella
Corsi e ricorsi storici, e pensare che la storia a volte può insegnare a guardare la vita dritta negl’occhi, a far tesoro delle esperienze e a guadagnarsi un posto nell’olimpo dei cuori azzurri…
Purtroppo il calcio distorce questa visione romanzesca della storia. Proviamo però ad immaginare la storia di un calciatore nato a Palermo, di nome Emanuele Calaiò! Non più tardi dei qualche mese fa, precisamente giugno 2007, il tanto acclamato protagonista delle speranze azzurre rilasciava dichiarazione di questo tipo…. Sei contento di aver scelto Napoli? “Tornassi indietro, rifarei mille volte la stessa scelta. Qui ho vinto 2 campionati senza contare, poi, che mia moglie è napoletana come mio figlio. E lo sarà anche la bambina (poi nata successivamente) che nascerà a settembre”. L’interesse maggiore è sul futuro: Resterai ancora qui per i prossimi anni?” “Ho un contratto fino al 2011 e se la società vuole sono pronto a firmare a vita per il Napoli”, confida l’attaccante. Che brutta gatta da pelare per il Robin Hood vezzeggiato da Napoli e dintorni. Ironia? Assolutamente no! Forse è proprio la vita che detta questa assurda utopia, ora che le sue frecce non scalfiggono più nessun muro, ora che la sua faretra viene messa al bando dal “bruto” sceriffo di Nottingham alias Edy Reja! Calaiò è incedibile!! Tuona il D.G. Marino, ma sarebbe interessante sapere l’opinione del povero Robin relegato in panca a riscaldar vivande! La verità? Non ci è data saperla, almeno per ora, ma si è sicuri che quelle parole dette a perdifiato da Calaiò, lo stesso protagonista se le rimangerebbe in un batter d’occhio. Secolo XIX docet!! Canta, Cantagallo! Suona la tua chitarra e racconta la storia di Robin Hood e Little John, gli eroi della foresta di Sherwood, così comincia la favola dell’arciere per eccellenza… a gennaio potremo scrivere la fine della favola azzurra del nostro Hood!!