Della serie: Voltare pagina. Bisogna farlo subito, immediatamente, altrimenti si rischia di cadere nel tranello psicologico, letale per i giovanotti azzurri, dopo le cinque sberle ricevute a Bergamo. Un vero e proprio cadeau natalizio, confezionato dagli azzurri, consegnato nelle mani di Doni e co.
Che strano, la squadra di Reja ieri non è proprio scesa in campo, intontiti, affetta dalla fobia del pallone, proprio quel Napoli che la settimana scorsa avevano spinto i mostri sacri del calcio a fare elogi alla squadra partenopea per il bel gioco espresso sul terreno di gioco. Una prestazione che va subito archiviata, farà sicuramente bene il diggì azzurro a chiedere spiegazioni ai propri ragazzi. Credo che per i tifosi azzurri sarà stato un brutto boccone da digerire, contro gli orobici c’è un dissapore calcistico che va avanti da anni. Ma serva almeno da lezione alla squadra, già in vacanza natalizia, assenti in campo, soprattutto in difesa, dove Garics era in balie delle onde, un maremoto Floccari per il terzino austriaco, così come dall’altro lato Savini surclassato dal centrocampo atalantino. Irriconoscibile Napoli, quello visto in quel dì Bergamo.
Il Pocho, sembrava l’unico volenteroso, non ci sta proprio il gioiello sudamericano a perdere. Il Pampa entra e fa il gol della bandiera, che serve a nulla, bello comunque, il gol dell’argentino, ma resta un ricordo soggettivo. Il tecnico fa il mea culpa e si scarica addosso tutte le colpe, sicuramente avrà commesso degli errori nella disposizione tattica della squadra, ma in campo vanno i calciatori, contro l’Atalanta di calciatori azzurri, neanche l’ombra. Meglio mettere una pietra sopra, anzi, uno scoglio. Domenica sera c’è la notturna contro il Parma, speriamo ci sia subito il riscatto, dopo un’umiliazione si deve solo rialzare subito la testa.
Bravo Umberto, finalmente anche tu ti sei creato un diario personale, faremo sentire la nostra voce, complimenti!!