IL MIO BLOG

Mi chiamo Umberto Russo, ho 26 anni e sono un giornalista pubblicista. Collaboro con diverse testate regionali e nazionali. Opinionista per trasmisioni sportive campane. Lavoro in una società di comunicazione multimediale.

Caravan petrol

La notizia è che il Napoli è ancora quarto. Nonostante i minuti di recupero, il Milan che sta su con le flebo arbitrali, l’Inter che non si tocca e le ammonizioni che vengono date agli azzurri come gentili omaggi di Natale. L’altra notizia è che un presidente “si permette” di contestare il gioco al rialzo dei contratti e l’ambiente non lo contesta ma quasi quasi è d’accordo, nonostante l’amore per il divo Ezequiel. Che succede a Napoli, additata sempre come la città delle patacche e dello sperpero? Succede che siamo stanchi di uno sport, dove contano solo i petrodollari o le frequenze e la classifica si fa in base alle tamarrate dei super-ingaggi. Succede che la società, già dalle scampagnate in serie C, si è messa i vestiti dell’impresa che paga il giusto (che non è poco) e che non vuole più sentir parlare di libri in tribunale e marchi messi all’asta. Non so dove porterà la “filosofia” di De Laurentiis in quanto a rigore, contratti e napoletanità, ma è certo che coglie un sentimento popolare.
Amiamo i nostri divi, giovani e pieni di talento, ma vogliamo ancora credere che preferiscano giocare in una città o nell’altra anche per lo “sfizio” dell’impresa, per i colori sociali, oltre che per gli ingaggi, che ovviamente devono essere decenti (ma non sproporzionati). Può darsi che gli inglesi, gli spagnoli o la Trimurti del Nord ci ammazzino questa speranza (che non è dei poveri, ma delle società serie) e continuino ad alzare la posta, incuranti dei bilanci e della global-recessione. Ma quanta simpatia si conquisteranno nelle province calcistiche del mondo? In fondo marketing e incassi non si fanno solo bruciando soldi, ma anche creando identità sportive, miti positivi e immagini di freschezza.Il mito nascente di Lavezzi più della macchina fabbricaspot di Ronaldino, la classe mittle-europea di Hamsik più del supergettonato e supersfiatato Adriano, la baby-gang che svaligia qualche forziere pallonaro del nord più della Grande Armada interista. ‘O surdato ‘nnammurato contro Caravan Petrol. E’ questa la sfida che attizza, non vi pare?
Antonio Mango

Il ladro gentiluomo

Una direzione di gara scan-da-lo-sa. Chi non sente che è stato questo l’arbitraggio di Rocchi? A mente fredda si possono stemperare i toni, ma la sostanza rimane. Inutile fare, almeno qui, i diplomatici. Siamo alle solite. Ci sono grandi predestinate alla vetta della classifica e grandi che devono guadagnarsela, contro avversari e sudditanze varie. Rocchi, al primo fallo da tergo di Ambrosini lo avverte, ma non lo ammonisce. Trattamento da gentiluomini. Non per Maggio, però, che va fuori sul più bello.
Il Milan sapeva di essere più debole a centrocampo. Quindi, falli sistematici e violenti (fuori Hamsik e Santacroce) sulle ripartenze azzurre. Cose che a San Siro si possono fare, ma se si facessero al San Paolo sarebbero “gialli” a catinella. Gattuso il pluridecorato minaccia Hamsik il ragazzino e ci manca poco che prenda l’arbitro per il colletto. A San Siro si può fare, al San Paolo c’è un cartellino già scritto per Blasi e Santacroce.

Il rigore? Se non è chiarissimo in genere non si dà contro una “grande”. Ma se è dubbio o inesistente (come quello di Pazienza) lo si può dare a favore. E l’ambiente? Per cori e scritte offensive a Napoli si beccano squalifiche del campo. A Milano, per quelli di ieri, statene certi che non succederà niente.
Ieri il diavolo voleva vincere. Anzi, “doveva” vincere. L’investimento del fenomeno(?) brasiliano deve in qualche modo rientrare. Il Napoli è vera squadra e stava rischiando di mandare di traverso la “cavalcata” di plastica rossonera. De Laurentiis ha detto che gli piacciono più i valori della sua squadra da quarto posto che quelli (?) da primato forzato di una delle predestinate allo scudetto. E questi valori glieli ha confermati Lavezzi, quando a un giornalista che gli chiedeva se si sentiva di aver superato l’esame, ha risposto “no, non abbiamo superato l’esame, perché abbiamo perso”. Tradotto, significa che il Pocho non si accontenta di fare il comprimario o il vittorioso “morale”. Squadra simpatica, tante lodi, ma poi, quando si va al sodo, si deve cedere il passo alle macchine truccate. Quindi, smaltire in fretta l’overdose di San Siro e tornare a graffiare il campionato, studiando da grande squadra.
 
Marino e Reja non vogliono parlare di avversità artificiali, ma di mentalità che la squadra deve ancora maturare. Per ora fanno bene. Il momento dello splash-down tra squadre superricche e giovani squadre in ascesa non è ancora arrivato, ma arriverà presto. Ed è meglio perciò non farsi trovare impreparati, curando gioco, risultati e popolarità della squadra, vero antidoto contro le sudditanze.
Si riparte con la Samp. Partita decisiva. Più di quella col Milan, unto dal Signore. Occorrerà dimostrare di aver smaltito le tossine demoralizzanti del Palazzo e riprendere la giovanile freschezza della squadra che vuole rimanere in alto a dispetto dei santi. Se vince con la Samp, il Napoli è tornato.
Antonio Mango

Pasquale Foggia: “Napoli ti porto nel cuore”

Napoletano doc, precisamente di un quartiere tra i più popolari di Napoli: la Loggetta. Stiamo parlando di Pasquale Foggia, talento nostrano emigrato nella capitale. 1, 68 di classe, nella Lazio lo chiamano il folletto terribile, Lotito lo ha praticamente blindato, ma la sua città la porta sempre nel cuore.
Lino, da poco hai dato vita ad una bella realtà, nel tuo quartiere hai creato una scuola calcio per i giovani scugnizzi, come mai questa idea?
“Nel mio quartiere ci sono tanti ragazzini che sognano di giocare a calcio, tanti piccoli talenti che un giorno aspirano a vestire magari la maglia azzurra, da qui è nata quest’idea proprio per dare una gioia a questi scugnizzi. Abbiamo attrezzato una struttura bellissima con un campo in erba sintetica dove quotidianamente sono seguiti dal mio staff, io sono a Napoli quasi tutti i lunedì e sono al loro fianco in questa avventura”
Parliamo un po’ di te, come ti trovi nella Lazio?
“Benissimo. La gente qui mi vuole bene, ho ben legato con il gruppo e Lotito ci tiene tanto a me”.
L’intesa con Zarate?
“E’ un grande calciatore, se riesce ancora di più a migliorare diventerà un grande campione, poi del resto è argentino e voi a Napoli ne sapete qualcosa”
Un nome a caso La vezzi
“Si il pocho è davvero un’ira di Dio, è un calciatore rapidissimo, ma poi è un sudamericano doc e a Napoli ha trovato una piazza che lo coccola e lo fa sentire grande”.
La tua Lazio sta andando molto bene in campionato, ma so per certo che Napoli la porti sempre nel cuore
“Si tempo fa si è parlato di un mio possibile trasferimento qui, ma poi la trattativa si è arenata”
Quando vieni a Napoli, e passi per Fuorigrotta, ci pensi al fatto che avresti potuto giocare al San Paolo?
“Umberto, mai dire mai!, nel contempo auguro al Napoli di raggiungere presto traguardi importanti”

Quel brigante di Lavezzi…

Ragazzi fermate quel brigante. E’ diventato l’incubo, il demone degli allenatori italiani, fortunato Edy Reja ad averlo nella sua squadra. Uno scugnizzo da 18 tattoo che con il pallone tra i piedi ama regalare una magia dietro l’altra. Ecco perché la baby gang fa decollare la torcida azzurra. Geniale, imprendibile, imprevedibile, è l’oro del Napoli è un “Pocho” che quando accende il turbo non c’è difesa che tenga.  Un nuovo profeta per questa città già tartassata dai suoi problemi che con il calcio riesce un tantino a stemperarli. Con Diego per ora ha solo una cosa in comune: il primo manager del campione riccioluto di Lanus, Jorge Cyterszpiler. Ma forse forse, quella sregolatezza e quel pizzico di irresponsabilità lo accomunano un po’ al vero genio del calcio mondiale, Diego Armando Maradona. Ma il pocho non si sbilancia: “Diego è Diego, io sono un calciatore comune”. Sta di fatto però che a Napoli è diventato il beniamino indiscusso della gente, anche perché Napoli aveva sete di fuoriclasse, di campioni all’ombra del Vesuvio non se ne  vedevano passare più. Gli slalom; l’esultanza; la zazzera; la simbiosi con i tifosi; la voglia di trascinare il Napoli sempre più in alto sta facendo volare l’entusiasmo dei napoletani.

Maria Grazia Cucinotta: “E’ questa la vera città”

Era lì come una gran signora, distinta e bella come sempre. Napoli chiama e lei risponde sempre. Parliamo di Maria Grazia Cucinotta, che, a margine dell’inaugurazione della prima mostra al Teatro San Carlo,  ha rilasciato un’intervista  esclusiva a NapoliSoccer.NET. Non ama stare tra i politici, preferisce stare tra la gente, riservata ma nello stesso tempo cordiale, solare.
Quando Napoli ti chiama non manchi mai? 
Io sono partita da Napoli, mi ha lanciata sotto il profilo professionale ma soprattutto i napoletani li adoro, ogni volta che torno nella vostra città per me è sempre una meraviglia, una città fantastica che mi ha dato tanto e la gente continua a darmi tanto affetto, siete un popolo unico al mondo.
Napoli non è solo munnezza sei d’accordo?
E’ una triste parentesi che spero si risolva nel più breve tempo possibile. Napoli, la Campania hanno tante risorse, tante bellezze, il San Carlo è un posto incantevole, bellissimo, fa da sipario alle tante perle di questa regione.
Possiamo ripartire dalla cultura e dal turismo secondo te?
Certo. Credo sia la scelta giusta. Sono queste le immagini di Napoli che devono andare in giro in tutto il mondo.
Poi il calcio qui è in netta ripresa…..
Già questa è una grande gioia per i napoletani, conoscendo il loro calore, e soprattutto legati ai loro colori. So che la società sta allestendo un buon organico e mi auguro che anche il calcio vi dia grosse soddisfazioni, del resto le meritate ampiamente
Umberto Russo, esclusiva NapoliSoccer.NET

Francesco De Luca: “La Uefa si può raggiungere”

Da Castelvolturno  in coro: “Napoli, quanto mi piaci”. Sono le prime parole dei tre nuovi acquisti del Napoli, Maggio, Rinaudo e Denis. Hanno  voglia di dare ai tifosi azzurri tante gioie, e Napoli questo aspetta. Con Francesco De Luca, giornalista de “Il Mattino”, veterano della carta stampata, in un chiacchierata informale, ne abbiamo parlato subito dopo la presentazione dei tre nuovi calciatori azzurri.
Francesco, questo Napoli dove può arrivare?
La squadra potrà tranquillamente ambire alla Coppa Uefa, ma l’organico va ulteriormente ed in modo deciso rinforzato. Io penserei anche un poco alle seconde linee, le riserve per intenderci, non rientrano nei piani del tecnico, c’è poco da discutere. Bisogna cambiare, Calaiò docet, e di altri nomi ce ne sono a iosa: Dalla Bona, Capparella, Pià, Bucchi, De Zerbi; proprio quest’ultimo credo non avrà molte chance, Reja  è molto chiaro ma nello stesso tempo si adegua alle scelte di Marino. De Zerbi è un punto interrogativo. Inoltre va rinforzata la difesa, per l’attacco sono fiducioso, Zalayeta tornerà a metà settembre ed è un calciatore che può dare tanto ancora al Napoli. Poi non dimentichiamo gli impegni di Lavezzi con la nazionale Olimpica, mancherà spesso nelle prime apparizioni del Napoli in campionato. Il mercato del Napoli, come dice lo stesso presidente, è “in progress”
Che coppia sarà tanque – pocho?
Lavezzi e Denis si sposano bene. Hanno caratteristiche diverse, il primo fa quello che vuole, mentre German è una punta centrale. Credo non ci saranno problemi di feeling anche perché si conoscono. Denis è un calciatore già affermato, è tra le fila della Nazionale, qui può solo far bene.
Si parla tanto di Papa Waygo nelle ultime ore….
E’ un buon calciatore, personalmente o avrei già preso da tempo. Marino sa quello che fa, anche per questo sono fiducioso di Denis, ma non credo ci siano notizie nelle prossime ore di un possibile arrivo della punta del Senegal. Il direttore del Napoli fa delle scelte oculate, soprattutto per quanto concerne il mercato sudamericano, il calciatore viene valutato nei dettagli.
Ritornando al calcio mercato, che voto dai ora che siamo appena agli inizi?
Ottimo. Il Napoli prenderà sicuramente altri calciatori, perché vanno presi. Se vuoi diventare grande devi spendere, ma nel modo giusto, gli investimenti vanno fatti, ma la bravura sta nel prenderli prima degli altri, e prima che il loro cartellino lieviti, di questo i tifosi azzurri non hanno da lamentarsi, questa è una buona squadra che ha tutte le carte in regola per ritornare grande. La Uefa si può tranquillamente raggiungere.
Umberto Russo esclusiva Napolisoccer.Net

Silver Mele: “Maggio e Denis grandi colpi”

Apre i battenti in forma ufficiale il calciomercato, ma il Napoli targato Marino ha già messo due colpi in canna, Maggio e Denis. Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera, speriamo sia così. Vuole la Uefa il diggì azzurro, così come la vogliono i tifosi. Sta prendendo forma la nuova gang partenopea, e proprio di questo e di altro ne abbiamo parlato con Silver Mele, corrispondente per il Napoli di “Sport Italia” e amico di Napolisoccer.Net
Cosa ne pensi di Denis e Maggio?
Due grandi acquisti. Maggio è il migliore esterno destro che potesse arrivare, è un calciatore molto duttile, importantissimo per questa nuova squadra che sta nascendo. German Denis è già un nazionale argentino e visto il parco attaccanti molto vasto della selezione argentina, sicuramente è un buon segnale. Credo che l’esperienza Cesena faccia poco testo, bisognerà vedere come si integrerà con il pocho, ma guardando le loro caratteristiche sono portato a pensare che sarà un tandem perfetto. Mi fido del diggì azzurro.
Oggi parte la campagna acquisti, quanti ne servono ancora al Napoli?
Serve un esterno a sinistra, un difensore veloce e soprattutto un catalizzatore, uno che detta i tempi, un regista d’esperienza per intenderci.
Reja è l’allenatore giusto per la Uefa?
Si, senza dubbio, era giusto dargli fiducia, credo abbia ampiamente dimostrato di poter allenare una piazza difficile come Napoli. Poi di tecnici in giro che centrano gli obiettivi ne vedo ben pochi.
L’Intertotò darà fastidio al cammino azzurro in campionato?
Credo di no. Il Napoli ha una rosa in grado di affrontare subito la competizione senza gravare sul rendimento della squadra, poi ora è tutto cambiato, si tratta di due spareggi, il Napoli andrà in Uefa proprio attraverso questo mini torneo, ne sono convinto.
Calaiò lo terresti?
Lo lascerei andare, c’è poco da fare non ha la fiducia del tecnico ed ora anche dell’ambiente. Personalmente gli ho consigliato di andare via, credo proprio lui debba pretenderlo, Siena poi è una piazza tranquilla, che potrebbe aiutarlo molto.
Umberto Russo esclusiva Napolisoccer.net

Gianni Simioli: “Questa squadra mi piace, Lavezzi è un grande”

Oltre 25 anni di radio, numerosi programmi ideati e condotti, dj e speaker. Voce di Napoli, Gianni Simioli, direttore artistico di radio Crc targato Italia, ma soprattutto grandissimo tifoso azzurro, ha rilasciato ai nostri microfoni un’intervista esclusiva parlando del nuovo Napoli che sta nascendo. Leggi il seguito di questo post »

Lazio, Lecce e Bologna ai piedi del Boglia

Lazio, Lecce e Bologna farebbero carte false per accaparrarsi il calciatore uruguagio azzurro Mariano Bogliacino, addirittura Lotito lo corteggia dai tempi della B e sarebbe disposto a fare un sacrificio economico pur di portarlo nella capitale. Ma Mariano non si tocca, parola di Aurelio De Laurentiis. Leggi il seguito di questo post »

Questione di ore, Napoli sogna il tandem Lavezzi – Denis

Questione di feeling, questione di ore. German Denis, el delantero centro argentino è ad un passo dal Napoli. Ieri sera c’è stato l’incontro, forse quello più importante, tra George Cysterzpiller, lo storico manager che portò all’ombra del Vesuvio il pibe de oro, ora emissario del Calcio Napoli, e Leo Rodriguez, procuratore del calciatore argentino. Tutto pare sia andato per il verso giusto. La cifra che dovebbe sborsare il produttore cinematografico si aggira intorno agli otto milioni di euro, sulla scrivania è già pronto un contratto quinquiennale da un milione a stagione. Il dg azzurro dopo il colpo chiamato Maggio ci ha preso gusto e vuole portare in azzurro l’attaccante dell’Indipendiente. Sul tabellino dei marcatori, Denis quest’anno ha segnato a fuoco ben 27 marcature, ed ha esordito anche con la nazionale argentina, un bomber di sfondamento,lo ha definito qualcuno, per il pocho è un ottimo calciatore. In attesa di liete notizie, Napoli già sogna un tango argentino Lavezzi – Denis.

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